Come scegliere un nuovo alimentatore.

Come scegliere un nuovo alimentatore.

Spesso ci si può ritrovare nella situazione di dover sostituire un vecchio alimentatore. Come interpretare i dati sull’etichetta dell’alimentatore?

Nell’etichetta degli alimentatori dei vari dispositivi a basso voltaggio sono riportati diversi dati relativi alle loro caratteristiche. Di solito sono segnate le caratteristiche della corrente in entrata e della corrente in uscita, Volt e Ampere, o Watt. Sono in pratica le grandezze che definiscono le caratteristiche di un flusso elettrico.

Spesso alcune delle grandezza in uscita non sono riportate. La buona notizia è che da due grandezza si possono ricavare la terza, visto che Volt, Watt e Ampere sono in relazione tra loro con queste formule:
Watt = Volt x Ampere
Ampere = Watt / Volt
Volt = Watt / Ampere

Ora leggiamo l’etichetta su un alimentatore:

AC/DC significa che questo adattatore converte da corrente AC (corrente alternata, la corrente che comunemente si trova nelle prese 220 domestiche, a corrente DC (corrente continua, la corrente di solito dei dispositivi a basso voltaggio, come router, switch, etc).

Poi Input, cioè a quali prese si può collegare, in questo caso prese sia italiane/europee (240V), sia USA (110V).
Gli Hertz, la frequenza, viene qui indicata la comune frequenza della corrente, questo dato non si discosterà mai molto.

Vari simboli sparsi, il CE, i due quadrati indicano che non è necessaria la terra (il pin centrale di solito nei cavi di alimentazione per PC o elettrodomestici), la casa che indica che è per uso interno, il bidone che il prodotto non deve essere smaltito come rifiuto non selezionato ma deve essere inviato a strutture di raccolta separate per il recupero e il riciclaggio.

Il simbolino sotto ai simboli indica che il + centrale è all’interno e il -, il polo negativo è all’esterno, anche qui non ci si discosterà quasi mai da questa configurazione, è comunque bene controllare.

Ora la parte più interessante, la corrente in uscita.
Indica 5 Volt e 3 Ampere. Gli ampere a volte sono segnati come milliAmpere (mAh). Sono sempre ampere, per esempio 500 mAh corrispondono a 0,5 Ampere. Possiamo intanto calcolare i Watt: VoltxAmpere, quindi potenza massima 15 Watt.

Quindi cosa si potrà collegare? Il dispositivo da collegare dovrà essere a 5 Volt e qui non si scappa. Di solito c’è un po’ di tolleranza, per esempio 5 Volt o 4,5 Volt spesso sono equivalenti. Esistono ovviamente alimentatori di diverso voltaggio, per esempio oltre a quelli a 5 Volt, a 12 Volt con voltaggio regolabile, Con connettore USB-C o per notebook.

La parte interessante sono gli Ampere: il dispositivo che si collega può essere meno potente, per esempio 2 Ampere (3A sull’alimentatore indica la potenza massima erogata) ma nel caso si colleghi un dispositivo che richiede più potenza, per esempio 5 Ampere, potrebbe non funzionare, o funzionare più lentamente, o nel caso di una batteria ricaricarsi in più tempo, o non ricaricarsi affatto.

Quindi se si deve scegliere un adattatore di ricambio per un dispositivo, bisognerà verificare che in entrata la tensione (i Volt) sia quella del paese dove si deve collegare, 110 volt o 220 volt.

Per quanto riguarda il voltaggio in uscita ci deve essere la corrispondenza esatta, il nuovo alimentatore deve avere un Amperaggio uguale o superiore a quello del vecchio alimentatore. Ma senza esagerare, se gli Ampere forniti dal nuovo alimentatore sono troppo superiori a quelli richiesti dal dispositivo, questo potrebbe andare in protezione e bloccarsi!

Si deve verificare che il polo positivo sia all’interno (di solito è così), e che il tipo di corrente sia coerente con quello precedente AC o DC.

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RICARICA VELOCE DELLO SMARTPHONE E CAVO UTILIZZATO.

RICARICA VELOCE DELLO SMARTPHONE E CAVO UTILIZZATO.

Avete comprato uno smartphone ultimo modello da 1000 Euro, e un caricabatteria ricarica ultrarapida da 25 Euro. Che cavo prendete adesso? Boh, questo cavo va bene, costa anche poco.

Risultato: il vostro telefono si ricarica in molte ore. Perché? In realtà il cavo è un punto determinante per la ricarica di un dispositivo, infatti ne esistono di diversi standard e con conduttori di diversi materiali.

Verificare il materiale è importante. Esistono cavi economici non in rame con prestazioni molto inferiori rispetto ai più costosi cavi in rame. Se equiparate i prezzi di due cavi prendete sempre in considerazione il materiale.

Le prestazioni da un cavo all’altro variano in maniera molto consistente. Vediamo la variazione delle prestazioni di ricarica in relazione ai cavi utilizzati.

Cominciamo con un cavo base, in rame, comunque di buona qualità, con connettori USB A / USB-C Standard USB 2.0, da mt. 1.80.

Codici Catalogo Cavo USB:LKC2018,LKC2018H. CAVO USB 2.0 “A” MASCHIO TIPO C MT 1,80 

Raggiunge i 790 Mah. Non è malaccio, ma si può fare di meglio.

Ora ecco le prestazioni con un cavo sempre in rame USB A / USB-C Standard USB 3.1, sempre da mt 1.80.

Codici Catalogo Cavo:LKC3018 CAVO USB 3.0 “A” MASCHIO TIPO C MT 1,80


La corrente è quasi doppia. Non male.

Diminuendo la lunghezza, mt. 0.5, si guadagna qualcosa.

Codice Catalogo Cavo LKC3005 CAVO USB 3.0 “A” MASCHIO TIPO C MT 0,5

Cosa succederebbe usando un cavo USB-C® in rame Standard USB 3.1 lungo 1.80 metri?

Codice Cavo Catalogo LKCC21-LKCC22 CAVO USB 3.1 (GEN 2) 10GBPS RICARICA FINO A 5A TIPO “C” MASCHIO/MASCHIO

Si raddoppia la velocità di connessione! La porta USB-C® è in grado di gestire molta più corrente rispetto alla porta USB-A.

Quindi quando si compra un caricabatteria per un telefono con il connettore USB-C®, converrà prendere un caricabatterie con il connettore USB-C per sfruttare appieno le potenzialità di ricarica della sua porta.

Posted by Andrea Russo in Senza categoria

OM1, OM2, OM3, OM4, OM5, OMG Differenze in Classi per Cavi Patch Fibra Ottica.

Il cavo fibra ottica, a seconda delle prestazioni, si può dividere in classi, OM e OS per esempio. Ognuna con le sue caratteristiche specifiche che ne definiscono l’uso e le prestazioni.

DIFFERENZE E SIMILARITA’ TRA QUESTE CLASSI OM E OS

Innanzitutto la sezione del cavo in fibra ottica all’interno del cavo (che è il mezzo attraverso cui viaggia il segnale). Nello standard OS2 (Singlemode) la sezione è di 9 micron.

Negli altri standard la sezione di OM1 è 62,5 micron, OM2 OM3 OM4 e OM5 la sezione è 50 micron.

Tutte hanno un rivestimento con lo stesso diametro, 125 Micron (quindi si legge nelle specifiche 9/125, 62.5/125 e 50/125.
Significa (sezione della fibra) 9 Micron / (sezione del rivestimento) 125 Micron.


Funzionamento cavi singlemode/multimode
Qui sotto si trova una rappresentazione schematica sulla differenza di propagazione del segnale tra i cavi Singlemode e Multimode.

Sostanzialmente il cavo Multimode trasmette il segnale luminoso in diverse modalità, permettendo di trasmettere più tipologie di dati ma a una distanza inferiore rispetto al singlemode.

Il cavo Singlemode trasmette una sola lunghezza d’onda. Il segnale quindi viaggia al centro della fibra invece di rimbalzare sui bordi come nel caso del multimode. Ha meno sovrapposizioni del segnale quindi è in grado di raggiungere distanze fino a 40 km, molto superiori rispetto al Multimode

I cavi si possono distinguere dal colore: OM2 è arancione, OM3 è solitamente azzurro acqua, OM4 è di solito viola erika, OM5 è verde lime, mentre Singlemode OS2 è giallo.

Quale tipo di cavo scegliere?

Abbiamo visto che Singlemode riesce a portare il segnale fino a 40 km, molto più lontano rispetto a Multimode, quindi, visto che i costi dei cavi Singlemode e Multimode sono simili, perché non scegliere sempre il Singlemode?

Il punto è che i dispositivi a cui si collegano i cavi Multimode sono molto più economici rispetto ai dispositivi Singlemode, e i cavi Multimode come si evince dalla tabella qui sotto possono arrivare fino a 550 metri (OM4) a 10 Gigabit.

Prestazioni dei vari Standard Multimode

Standard di
trasmissione
100 Mb Ethernet 1 Gb Ethernet 10 Gb Ethernet 40 Gb Ethernet 100 Gb Ethernet
OM1 2000 m 275 m 33 m No No
OM2 2000 m 550 m 82 m No No
OM3 2000 m 550 m 300 m 100 m 100 m
OM4 2000 m 1000 m 550 m 150 m 150 m

Quindi visto che con 550 mt si possono accontentare la maggior parte delle esigenze, il mercato prediligerà a brevi distanze il Multimode, per ragioni di costi. 550 metri è comunque più di 5 volte superiore alla distanza permessa dai cavi in rame!

Futuro delle Classi OM

La fibra ottica, a seconda delle prestazioni, è divisa in classi OM (Optical Mode). Attualmente ce ne sono 5. Molte. Troppe, in effetti, e infatti le classi OM1 e OM2 non faranno più parte degli standard per i cablaggi.

OM3 quindi diventerà “l’entry level” della fibra Multimode. Effettivamente gli standard OM2 OM3 e OM4 sono completamente compatibili tra loro, e la differenza di prezzo con il cavo OM3 è attualmente minima, quindi perché usare ancora OM2?

Posted by Andrea Russo in Senza categoria

Connettori fibra ottica APC e UPC, differenze.

In generale i connettori tipo APC (Angled Physical Contact) e tipo UPC (Ultra Physical Contact) si differenziano tra loro per l’angolazione della fibra ottica in fondo al connettore.

Il taglio della fibra del connettore APC ha un’angolazione di 8°, mentre il taglio del connettore UPC non ha angolazione ed è perpendicolare a 90°.

La diversa inclinazione causa una differenza nella riflessione della luce.

Di solito il connettore APC si usa in applicazioni FTTH, mentre il connettore UPC si usa in ambito server e office.
Sono riconoscibili dal colore: di solito verde per il connettore APC, blu per il connettore singlemode UPC, altri colori per le altre classi OM.

Non sono interscambiabili tra loro, anzi, usare l’uno al posto dell’altro può danneggiare permanentemente i dispositivi, oltre a causare difficoltà di trasmissione.

Posted by Andrea Russo in Senza categoria
Differenze tra lettori codici a barre.

Differenze tra lettori codici a barre.

Diciamo che siete segretamente innamorati della cassiera del vostro supermercato sotto casa.
Tutti i giorni andate al supermercato a comprare qualcosa, fate sempre la fila alla sua cassa anche se ci sono 10 massaie coi carrelli stracolmi, arriva il vostro turno, ma tutte le volte vi si secca la gola, non sapete cosa dire, vi vengono le palpitazioni, stomaco annodato, allora lei vi dice il totale, pagate, uscite, rientrate nel supermercato, rifate la fila, ecc., anche sei o sette volte al giorno.
Ormai sono molti mesi che andate avanti così e in casa avete tante di quelle scorte di cibo che in caso di carestia la Protezione Civile si appoggerebbe a voi. Vi serve assolutamente un argomento per rompere il ghiaccio e destare il suo interesse. Visto che fa la cassiera, di certo un ottimo argomento di conversazione saranno i lettori a codici a barre!
Innanzitutto potreste iniziare a dirle che esistono principalmente un paio di tipi di lettori

CCD: i lettori CCD (Charge Coupled Device) hanno una serie di piccoli sensori luminosi che misurano la luce riflessa dal codice a barre. Sono più resistenti dei lettori laser e più adatti a lavorare in condizioni difficili.

LASER: usano una fonte laser come sorgente di illuminazione per leggere i codici a barre. Sono molto precisi e accurati, e possono leggere i codici a barre a distanze maggiori.

VANTAGGI DEI LETTORI CCD:
Durano molto di più dei lettori laser.
Sono meno soggetti a rotture e sono più leggeri.
Sono meno soggetti a regolamentazioni dovute alle misure di sicurezza per la presenza di una luce laser.
Sono meno costosi.
Sono più veloci.
VANTAGGI DEI LETTORI LASER
Leggono i codici a una distanza maggiore. Il lettore CCD deve stare quasi a contatto con il codice.
Leggono codici a barre più lunghi.
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Come scegliere un armadio rack per reti, caratteristiche principali.

L’armadio rack è un involucro, con parametri standard, per alloggiare dispositivi di rete, tenendoli ordinati e proteggendoli.
Un armadio rack per reti può avere molte caratteristiche, altezze diverse, profondità, larghezza, può essere da muro, da pavimento, con diverse classi di protezione, diversa ventilazione, tipi diverse di porte, insomma ci sono parecchie caratteristiche di cui tenere conto.
Vediamole una per una:

ALTEZZA
L’altezza in un armadio rack 19” è espressa in unità, aventi altezza di 44.5 cm. Anche i dispositivi che si installano all’interno rispettano questo standard e ciò facilita il calcolo dell’altezza necessaria. Per esempio, se in un armadio ci devono stare 2 pannelli patch (1U cad), 1 guidacavi (1U), 1 switch di rete (1) e una multipresa (1U) in totale fanno 5 Unità, quindi sarà sufficiente un piccolo armadio da muro da 6 Unità. È sempre buona norma lasciare un po’ di spazio per future espansioni, quindi si potrà scegliere anche un armadio 9U.
L’altezza dichiarata in centimetri di un armadio di solito può comprendere basamento, parti vuote sul soffitto destinate all’areazione, e non è completamente indicativa dei dispositivi installabili: il numero di Unità fornisce un’idea più accurata.

LARGHEZZA
La larghezza degli armadi rack va da circa 540 mm. o 600 mm, più o meno lo standard, a 800 mm. Non significa che ci si possono alloggiare dispositivi più larghi, lo standard rimane quello dei 19”, significa che si può usare lo spazio laterale ad esempio per posizionarci grosse masse di cavi.

PROFONDITA’
Mentre la profondità dipende dal dispositivo più profondo che si deve installare. Bisogna sapere che la profondità dichiarata degli armadi rack è la misura esterna di ingombro.
Lo spazio utile all’interno è ovviamente inferiore, e bisogna tenere conto che i montanti non possono essere ovviamente a filo della porta, e si deve considerare la presenza di cavi di alimentazione sul retro.
Quindi per installare un server profondo 560 mm non si potrà utilizzare un armadio profondo 600 mm, ma almeno un armadio profondo 800 mm.

DA MURO O DA PAVIMENTO
Gli armadi rack possono essere a muro a da pavimento.
Per gli armadi a muro la misura massima di solito è intorno a 16 unità. Altrimenti sarebbero troppo pesanti e sarebbe un rischio sarebbe tenerli appesi.
Gli armadi a muro ovviamente non hanno la porta apribile posteriore, sarebbe inutile. Si possono trovare armadi a muro profondi 300mm, 450mm o 600mm, anche per angoli.
Gli armadi da pavimento di solito hanno anche le ruote, almeno come opzione, e i piedini per tenerli fissati a pavimento. Supportano molto più peso degli armadi a muro, fino a 1000 Kg.

PORTE
Un altro fattore da tenere in considerazione è la porta: per esempio la porta in vetro permette di controllare a vista lo stato dei dispositivi interni, ma non permette una grande aerazione. Stessa cosa la porta in metallo pieno, ottima privacy ma aerazione ostacolata.
La porta traforata, soluzione ideale per armadi dove ci sono installati parecchi server, permette un’ottima aerazione dei dispositivi interni, ma anche ingresso della polvere.
Di solito se l’armadio è posizionato in un normale ufficio o locale interno l’eventuale polvere non costituisce un problema insormontabile, e i server hanno già filtri per proteggersi.
Quindi nel caso di un armadio che contenga server la porta traforata sarà la scelta migliore.
Di solito è anche decisamente comodo avere le porte laterali apribili, viene facilitato di parecchio l’accesso ai dispositivi. Sicuramente negli armadi superiori alle 20 unità è quasi indispensabile.

MONTANTI
Sono i profili verticali su cui si installano i vari dispositivi. Innanzitutto la distanza tra i montanti è 19”. Non è la larghezza degli armadi, ma la distanza tra i montanti al suo interno.
Esistono anche soluzioni per dispositivi più piccole, a 10”, per alloggiare piccoli switch, pannelli patch, ecc.
Una cosa da tenere in considerazione è che alcuni armadi hanno inclusi solo due montanti frontali per la installazione dei dispositivi, gli altri sono considerati opzioni.
Due montanti possono essere sufficienti in piccoli armadi poco profondi, ma sono molto limitanti in grossi armadi, dove i montanti posteriori si possono utilizzare per installare multiprese, ripiani profondi, sostegni per server, ecc.

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Connettori alimentazione

Connettori alimentazione

I connettori di alimentazione tecnicamente sono classificati tramite diverse sigle, C13, C14, C5, ecc.

Questa classificazione è la maniera più semplice e univoca per identificare un connettore di alimentazione.
Sono in uso varie definizioni gergali, per esempio il “connettore VDE” di solito nella parlata comune identifica la presa del PC. Ma “VDE” è un ente certificatore tedesco, non un tipo di connettore. Oppure si usa dire “connettore IEC”. Ma IEC sta per Commissione Elettrotecnica Internazionale, e IEC seguito da un numero identifica uno standard specifico, effettivamente tutti i connettori sono IEC.

Poi ci sono identificazioni visivamente efficaci, per esempio il connettore in uso sui notebook, che viene definito “Topolino”, “Trifoglio”, al posto del più corretto C5.

L’uso di una definizione descrittiva anziché tecnica lo si vede anche nei colori, quando le donne comprano un vestito preferiscono dire “Vorrei provare quel vestito blu oltremare” anziché “Vorrei provare quel vestito RAL5002”.

Ma anche se esistono termini gergali o visivamente identificativi, è meglio comunque usare un linguaggio un po’ più tecnico quando si deve identificare un connettore di alimentazione, per evitare fraintendimenti.

Ecco quindi una tabella per identificare un connettore di alimentazione grazie alla sua sigla standard.

Posted by Andrea Russo in Senza categoria
Cavi video AOC Fibra Ottica.

Cavi video AOC Fibra Ottica.

L’esigenza di estendere un segnale video oltre i suoi limiti consenti dai normali cavi è sempre più sentita.

La soluzione classica, a parte i cavi in rame, che a seconda dei casi faticano molto oltre i 20 metri e perdono risoluzione, di solito sono gli estensori tramite cavo di rete costituiti da un ricevitore e da un trasmettitore.

Ma, come i cavi HDMI, hanno delle limitazioni e possono essere complessi da installare. Inoltre questi estensori richiedono l’installazione, alimentatori, un cavo di rete su misura per il funzionamento, di solito piuttosto costoso.

Una soluzione che sta prendendo piede sono i cavi fibra ottica attivi AOC (Active Optical Cable).

In pratica i segnali video o dati vengono convogliati da un cavo fibra ottica, con numerosi vantaggi, vediamo una comparazione con gli estensori video (trasmettitore + ricevitore).

Comparazione Cavi AOC HDMI Estensori HDMI tramite cavo di rete Cavi rame HDMI
Lunghezza Massima 10-300 mT 180 mt <10m (sopra i 10 mt, ha bisogno di amplificazione, generalmente non può superare i 20 mt)
Risoluzione Sempre 4K Scende da 4k-2k-1080p
man mano che aumenta
la distanza
<10m, 4k; la risoluzione verrà limitata dalla lunghezza del cavo.
Banda 18.2Gpbs 10.2Gpbs 10.2Gpbs
Supporto profondità
colore
4K@60Hz 4:4:4 4K@60Hz (4:2:0) max 30Hz 4:4:4 or 60Hz 4:2:0
Installazione Solo un cavo,
semplice connessione
Più, dispositivi da collegare, installazione complicata, regolazioni da effettuare, necessità di comprare o assemblare un cavo di rete della lunghezza desiderata. Solo un cavo,
semplice connessione
Interferenze Basso livello di interferenze
EMI/RFI, nessuna perdita
di segnale con la distanza
Alte interferenze EMI/RFI, la nitidezza del segnale diminuisce Alte interferenze EMI/RFI, la nitidezza del segnale diminuisce
Alimentazione Plug and play, non richiede alimentazione Necessita di alimentazione Plug and play, non richiede alimentazione
Altro Flessibile, morbido, sottile, leggero (1/3 del peso del rame) Necessita un cavo di rete su misura Rigido, molto pesante, grosso

I cavi AOC permetteranno anche di prolungare anche i cavi USB 3.1 Tipo C, oltre il loro limite di 1 metro.
Insomma una buona soluzione, a un prezzo simile a quello degli estensori, senza il problema dell’installazione.

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FUNZIONE HDCP E COME EVITARE SITUAZIONI IMBARAZZANTI

Mettiamo che finalmente una donna abbia accettato di venire a casa vostra dopo cena, e non sta avvenendo solo nella vostra fantasia come al solito. Lei si adagia sul divano davanti alla TV, voi decidete di mettere un film per dare un tocco informale al momento, oltre che per guadagnare tempo perché non avete una chiara idea di che cosa si debba fare in quei momenti.Accendete la TV, tramite lo switch HDMI il segnale passa dalla Playstation con cui di solito passate le notti al lettore DVD.

NON SI VEDE NULLA! Imbarazzati cominciate a spegnere, riaccendere, controllare impostazioni, telefonare al centro assistenza, leggere i manuali, consultare internet, e dopo 4 ore di tentativi andate a confessarle che non riuscite a mettere il film, per scoprire che stranamente lei se n’è già andata da un pezzo.

Cosa è successo?

Non avete fatto attenzione che il vostro switch HDMI supporti la funzione HDCP. In realtà è una funzione abbastanza importante quando si compra uno switch o uno splitter HDMI.

HDCP significa High-Bandwidth Digital Content Protection, è il sistema di protezione messo in atto per impedire fenomeni di pirateria. Questa funzione codifica i flussi audio e video che vengono trasferiti da un dispositivo a un altro, impedendo che durante il tragitto si possa copiarli senza il permesso del detentore del copyright.

Se usate uno switch o uno splitter HDMI che non supporta la funzione HDCP e lo collegate a un decoder o altro dispositivo che codifica il segnale, non verrà visualizzato nessun contenuto sulla TV.

È una tecnologia molto usata dai creatori di contenuti HD, è quindi importante che il dispositivo sia compatibile con questo standard. Altrimenti si rischia che collegando un dispositivo per esempio a un decoder SKY non se ne possano trasmettere i contenuti,

Nella certezza che la prossima volta non cadiate in un errore così banale quando comprate un dispositivo HDMI, vi facciamo i migliori auguri per il prossimo appuntamento, consigliandovi questi switch HDMI o questi splitter HDMI

Posted by Andrea Russo in Senza categoria

SWITCH O SPLITTER HDMI, 1080p, 1.4 o 2.0?

Ci sono diverse versioni di HDMI, e come spesso accade nasce un po’ di confusione. In particolare nel caso di HDMI visto che esistono diverse sigle identificanti la stessa cosa, alcune obsolete altre nuove, con delle sigle che, in parallelo, definiscono lo stesso standard, e dei sinonimi che vengono usati nel linguaggio popolare per definire più standard che invece sono diversi.Si potrebbe semplificare un po’:

In generale per quanto riguarda switch o splitter HDMI al momento attuale comunemente possono essere conformi a 3 standard:
1080p
4Kx2K 30Hz 1.4
4Kx2K 60Hz 2.0

 

Riportiamo un semplice schemino, partendo dalla risoluzione minore:

1080p
La versione HDMI di base. Se non viene specificato nulla sulla scatola o nella documentazione di solito ci si riferisce a questa versione HDMI.
Sinonimi: Full HD, FHD, HD, High Definition
Alcune definizioni sono eclatanti, come High Definition, ma rimane un 1080p.
In effetti almeno qui non c’è una gran possibilità di errore, se non viene specificato nulla, ma solo HDMI, la maggior parte delle volte ci si riferisce al 1080p.

 

Ora la parte più importante:

HDMI 4Kx2K attualmente ce ne sono due versioni,

HDMI 4Kx2K 30 Hz 1.4
e
HDMI 4Kx2K 60 Hz 2.0
Definito a volte come 4K, Ultra HD, Ultra-High Definition UHD

1.4 e 2.0. a volte le si trova come 4K, ma occorre specificare, possono essere a 30 HZ o a 60 Hz.

Sono effettivamente diverse, visto che hanno una parte del nome uguale, ma la differenza sta nella frequenza, 30 o 60 Hz, che ne determina lo standard HDMI 1.4 e HDMI 2.0.

La differenza tra HDMI 1.4 e 2.0 non sta tanto nella risoluzione, quanto nella banda. HDMI 2.0 può trasferire fino a 18 Gbps, HDMI 1.4 arriva fino a 10.2 Gbps. Differenza magari non troppo visibile nei film, ma abbastanza utile nei giochi, visto che 1.4 arriva a 24 frame al secondo, mentre 2.0 arriva a 60 frame al secondo.

Quindi: nel valutare uno switch o uno splitter HDMI si deve assolutamente considerare la versione HDMI che supporta: 1080p, HDMI 1.4 o HDMI 2.0. La differenza di costo è notevole, tra uno switch HDMI 1080p e uno conforme allo standard HDMI 2.0 il costo è quasi triplo, ma anche le prestazioni sono diverse, considerando però che se si guardano film uno switch 1080p nella maggior parte dei casi svolgerà la sua funzione.

Posted by Andrea Russo in Senza categoria