FUNZIONE HDCP E COME EVITARE SITUAZIONI IMBARAZZANTI

Mettiamo che finalmente una donna abbia accettato di venire a casa vostra dopo cena, e non sta avvenendo solo nella vostra fantasia come al solito. Lei si adagia sul divano davanti alla TV, voi decidete di mettere un film per dare un tocco informale al momento, oltre che per guadagnare tempo perché non avete una chiara idea di che cosa si debba fare in quei momenti.

Accendete la TV, tramite lo switch HDMI il segnale passa dalla Playstation con cui di solito passate le notti al lettore DVD.

NON SI VEDE NULLA! Imbarazzati cominciate a spegnere, riaccendere, controllare impostazioni, telefonare al centro assistenza, leggere i manuali, consultare internet, e dopo 4 ore di tentativi andate a confessarle che non riuscite a mettere il film, per scoprire che stranamente lei se n’è già andata da un pezzo.

Cosa è successo?

Non avete fatto attenzione che il vostro switch HDMI supporti la funzione HDCP. In realtà è una funzione abbastanza importante quando si compra uno switch o uno splitter HDMI.

HDCP significa High-Bandwidth Digital Content Protection, è il sistema di protezione messo in atto per impedire fenomeni di pirateria. Questa funzione codifica i flussi audio e video che vengono trasferiti da un dispositivo a un altro, impedendo che durante il tragitto si possa copiarli senza il permesso del detentore del copyright.

Se usate uno switch o uno splitter HDMI che non supporta la funzione HDCP e lo collegate a un decoder o altro dispositivo che codifica il segnale, non verrà visualizzato nessun contenuto sulla TV.

È una tecnologia molto usata dai creatori di contenuti HD, è quindi importante che il dispositivo sia compatibile con questo standard. Altrimenti si rischia che collegando un dispositivo per esempio a un decoder SKY non se ne possano trasmettere i contenuti,

Nella certezza che la prossima volta non cadiate in un errore così banale quando comprate un dispositivo HDMI, vi facciamo i migliori auguri per il prossimo appuntamento, consigliandovi questi switch HDMI o questi splitter HDMI

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SWITCH O SPLITTER HDMI, 1080p, 1.4 o 2.0?

Ci sono diverse versioni di HDMI, e come spesso accade nasce un po’ di confusione. In particolare nel caso di HDMI visto che esistono diverse sigle identificanti la stessa cosa, alcune obsolete altre nuove, con delle sigle che, in parallelo, definiscono lo stesso standard, e dei sinonimi che vengono usati nel linguaggio popolare per definire più standard che invece sono diversi.

Si potrebbe semplificare un po’:

In generale per quanto riguarda switch o splitter HDMI al momento attuale comunemente possono essere conformi a 3 standard:
1080p
4Kx2K 30Hz 1.4
4Kx2K 60Hz 2.0

 

Riportiamo un semplice schemino, partendo dalla risoluzione minore:

1080p
La versione HDMI di base. Se non viene specificato nulla sulla scatola o nella documentazione di solito ci si riferisce a questa versione HDMI.
Sinonimi: Full HD, FHD, HD, High Definition
Alcune definizioni sono eclatanti, come High Definition, ma rimane un 1080p.
In effetti almeno qui non c’è una gran possibilità di errore, se non viene specificato nulla, ma solo HDMI, la maggior parte delle volte ci si riferisce al 1080p.

 

Ora la parte più importante:

HDMI 4Kx2K attualmente ce ne sono due versioni,

HDMI 4Kx2K 30 Hz 1.4
e
HDMI 4Kx2K 60 Hz 2.0
Definito a volte come 4K, Ultra HD, Ultra-High Definition UHD

1.4 e 2.0. a volte le si trova come 4K, ma occorre specificare, possono essere a 30 HZ o a 60 Hz.

Sono effettivamente diverse, visto che hanno una parte del nome uguale, ma la differenza sta nella frequenza, 30 o 60 Hz, che ne determina lo standard HDMI 1.4 e HDMI 2.0.

La differenza tra HDMI 1.4 e 2.0 non sta tanto nella risoluzione, quanto nella banda. HDMI 2.0 può trasferire fino a 18 Gbps, HDMI 1.4 arriva fino a 10.2 Gbps. Differenza magari non troppo visibile nei film, ma abbastanza utile nei giochi, visto che 1.4 arriva a 24 frame al secondo, mentre 2.0 arriva a 60 frame al secondo.

Quindi: nel valutare uno switch o uno splitter HDMI si deve assolutamente considerare la versione HDMI che supporta: 1080p, HDMI 1.4 o HDMI 2.0. La differenza di costo è notevole, tra uno switch HDMI 1080p e uno conforme allo standard HDMI 2.0 il costo è quasi triplo, ma anche le prestazioni sono diverse, considerando però che se si guardano film uno switch 1080p nella maggior parte dei casi svolgerà la sua funzione.

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Che cosa significa Halogenfree?

Che cosa significa Halogenfree? 

Halogenfree nel caso dei cavi si riferisce a guaine senza alogeni a bassa emissione di fumo.

Lo si trova indicato anche con sigle diverse, LSZH, che è la sigla di Low Smoke Zero Halogen. Si trova indicato anche come LSOH, LS0H o LSZH, significa sempre la stessa cosa.

Gli alogeni di cui si parla sono principalmente Cloro, Fluoro, Bromo e Iodio, che vengono comunemente usati nella produzione di plastiche come il PVC (di cui sono costituite la maggior parte delle guaine dei cavi). In realtà fa parte del gruppo degli alogeni anche l’Astato, ma si stima che in tutto il pianeta ce ne siano appena 10 grammi. Costerebbe diversi milioni di euro al grammo, quindi non viene comunemente usato nei cavi a basso prezzo. Inoltre è radioattivo, il che lo rende ancora meno popolare.

Perché ci sono gli alogeni nella plastica? Non è una congiura dei poteri forti, Deep State o Big Pharma, scie chimiche ecc., queste sostanze vengono aggiunte come ritardanti di fiamma o per rendere la plastica più resistente alle alte temperature, ma quando bruciano possono rilasciare gas velenosi.

Cominciamo col dire che la guaina halogenfree non influisce sulle prestazioni del cavo: è solo una questione ambientale, un cavo con guaina halogenfree non avrà prestazioni migliori di un normale cavo con guaina PVC.

Inoltre la guaina LSZH non significa che sia un cavo antifiamma: la guaina del cavo halogenfree brucerà e la linea dati si interromperà, quindi chi desidera continuare a lavorare col PC durante un incendio non può utilizzare questi cavi, si dovranno usare cavi industriali ricoperti da guaine ignifughe e una tuta di amianto con guanti abbastanza comodi per poter continuare a digitare sulla tastiera.

Per essere definito Halogenfree una guaina può contenere alogeni in quantità inferiore a 900 parti per milione di cloro e bromo, e meno di 1500 parti per milione di alogeni in totale.

Verrebbe da pensare che mentre fuggite da un edificio il fiamme, i fumi rilasciati dal vostro cavo USB non sembrano essere il vostro problema maggiore: in effetti il legislatore ha voluto tenere in considerazione, più che altro, il ciclo di smaltimento dei prodotti contenenti alogeni, che spesso alla fine della loro vita vengono bruciati, e se l’operazione non viene fatta in modo appropriato, rilasciano appunto questi elementi dannosi nell’atmosfera.

Ovviamente queste sostanze non sono dannose mentre sono legate chimicamente alle altre sostanze nel vostro cavo: in altre parole avere un cavo in PVC in casa non significa vivere in una miniera di amianto. Il PVC dei cavi di per sé è innocuo (in effetti la “C” di PVC significa proprio cloruro).

Quindi, i cavi halogenfree, data la tendenza ambientalista attuale sono sempre più comuni: si trovano cavi di rete, cavi da installazione, ora anche cavi HDMI, e la gamma si estenderà. Può essere un buon argomento di vendita per differenziarsi dalla concorrenza, oltre ad essere effettivamente un requisito per molti tipi di installazioni in diversi ambienti, ad esempio edifici pubblici, ospedali, navi, ecc

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Direttiva CPR applicata ai cavi di rete.

Direttiva CPR (in sintesi) applicata ai cavi di rete. 

Dal 1 luglio 2017 è in vigore la direttivaCPR per l’installazione dei cavi di rete, e dei cavi elettrici, in postazione fissa. Questa normativa stabilisce che un cavo di rete che venga installato in modo permanente, tipicamente dentro un muro e nella canalina, debba essere certificato secondo la sua reazione al fuoco. È una cosa a cui prestare molta attenzione perché l’installatore in questo caso ha la responsabilità penale dell’installazione.In sintesi: Quando si esegue una installazione di cavo di rete non bisogna quindi solo considerare la sua categoria, 5e, 6, 6A, 7, il tipo di guaina e la schermatura, ma anche la sua classe di reazione al fuoco secondo la direttiba CPR.

Ad attestare questa classificazione c’è un documento, il Dop (Declaration of Performance), che deve essere richiesto quando si valuta il cavo. Su questo documento che deve fornire il venditore si trova il codice prodotto, il produttore o importatore, l’uso, ente notificante e numero rapporto, e soprattutto la classe di reazione al fuoco del cavo.

Le classi sono:

Aca

B1ca

B2ca

Cca

Dca

Eca

Fca

In realtà sono facili da ricordare, si prende la sigla iniziale che è semplicemente una lettera dell’alfabeto, e si aggiunge “ca” che significa “cavo”. La classe “A” è quella con migliori prestazioni di resistenza al fuoco, la “F” con le caratteristiche minime. Nota: la sigla Cca come reazione al fuoco è tragicamente uguale a CCA che classifica un tipo di materiale dei conduttori, non è ovviamente la stessa cosa.

A seconda di questa classe di reazione al fuoco il cavo si potrà utilizzare in determinati ambienti, secondo questa tabella:

Luoghi Livello Rischio Cavo
Aerostazioni, stazioni ferroviarie, stazioni marittime, metropolitane in tutto o in parte sotterranee. Gallerie stradali di lunghezza superiore a 500 m e ferroviarie superiori a 1000 m Alto B2ca
Strutture sanitarie, locali di spettacolo e di intrattenimento in genere, palestre e centri sportivi.  Alberghi, pensioni, motel, villaggi, residenze turistico – alberghiere.
Scuole di ogni ordine, grado e tipo. Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio. Aziende ed uffici con oltre 300 persone presenti; biblioteche ed archivi, musei, gallerie, esposizioni e mostre. Edifici destinati ad uso civile, con altezza antincendio superiore a 24m.
Medio Cca
Altre attività: Edifici destinati ad uso civile, con altezza antincendio inferiore a 24 m, sala d’attesa, bar, ristorante, studio medico. Basso (Cavi installati a fascio) Cca
Altre attività: installazioni non previste negli edifici di cui sopra e dove non esiste rischio di incendio e pericolo per persone e/o cose Basso (Cavi installati singolarmente) Eca

Lo standard per uso comune è la classe Eca.

Oltre a questa classificazione principale, le autorità europee hanno regolamentato anche l’uso dei seguenti parametri addizionali, in uso di solito per le classi superiori:
• s = opacità dei fumi. Varia da s1 a s3 con prestazioni decrescenti
• d = gocciolamento di particelle incandescenti che possono propagare l’incendio. Varia da d0 a d2
con prestazioni decrescenti

a = acidità che definisce la pericolosità dei fumi per le persone e la corrosività per le cose. Varia da
a1 a a3 con prestazioni decrescenti

Potrebbe venire richiesto per una installazione quindi un cavo Cca s1 d1 a1.

Se avete dubbi o domande sulla normativa o volete assistenza sul tipo di cavo da installare contattateci!

Ultimi appunti:

La normativa CPR non riguarda i cavi patch di rete: riguarda solo i cavi a muro in installazioni fisse. Quindi la richiesta ci certificazione CPR dei cavi patch da PC a presa muro non ha senso.

La CPR riguarda la Classi di reazione al fuoco. Non riguarda la resistenza al fuoco, che sarà oggetto di una prossima normativa.

La certificazione CPR non incide nelle prestazioni del cavo.

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